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La memoria che ha cambiato il mio respiro

Ho vissuto il dolore portato dentro per generazioni dalla mia famiglia, un dolore tanto assurdo quanto vergognoso frutto di una follia umana che si chiama olocausto. La vergogna di aver perso qualcuno in un modo atroce, la vergogna che sia davvero potuto accadere.
In memoria di Vincenzo Attimo, fratello di mia nonna materna, vittima dell’abominio nazista.
Attimo Vincenzo, nato a Milano l’11 aprile 1927. Anni 17. Arrestato a Bollate. Internato nel Campo di smistamento di Bolzano/Gries. Deportato da Bolzano con destinazione Flossenburg il 5 settembre 1944. Arrivato ed immatricolato il 7 settembre 1944. Matricola 21813. Inserito in una delle marce di evacuazione di Flossenburg (tra l’8 ed il 20 aprile 1945). Morto di colpo di fucile alla nuca a Stamsried tra il 21 o 30 aprile 1945 (secondo il Ministero della Difesa 28 aprile 1945). Identificata la salma nel 1946, tra i 597 internati che erano stati uccisi e sepolti durante la marcia di trasferimento (marcia della morte) nelle località tra Diebersried, Stamsried e Posing. Sepolto a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6, fila 7, tomba 30. Resti rimpatriati.
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Pagina del libro matricola del campo di concentramento di Flossemburg. Matricola 21813 Attimo Vincenzo.

Nel 1946 furono esumate le salme di 597 internati sepolti tra Diebersried, Stamsried e Posing durante la marcia della morte, quando le truppe americane di liberazione erano ormai alle porte. I nazisti evacuorono i campi di concentramento uno a uno, abbandonandoli e distruggendoli, trasferendo gli internati e distruggendo le prove delle atrocità commesse.
Dall’esame medico legale effettuato da sei medici risultò che:
364 erano stati fucilati
44 erano stati uccisi a colpi di randello
24 non erano ancora deceduti quando erano stati sepolti
8 non erano probabilmente ancora deceduti quando erano stati sepolti
19 erano morti per sfinimento
138 erano deceduti per cause non accertate
Di loro fu possibile identificare e traslare nel cimitero italiano di Monaco le salme dei seguenti internati italiani:
Vincenzo Attimo- Matricola Flossenburg 21813
Alfonso Di Natale – Matricola Buchenwald 132776
Jarro Forti Magrini- Matricola Flossenburg 43721
Demetrio Lobino- Matricola Buchenwald 101736

Carlo Radaelli – Matricola Flossenburg 21717

Nel 1968 la madre di Vincenzo, Teresa Cimmino, venne a sapere il luogo di sepoltura dei resti del figlio, fino ad allora da lei creduto ancora in vita, al punto da rifiutare ogni tipo di risarcimento da parte dello Stato che finalmente si era liberato dal fascismo. Ne chiese la restituzione nel 1968, inutilmente (vedi secondo comma articolo 4, legge 9 gennaio 1951, n° 204).
Salma rimpatriata il 6 giugno 2003 ed inumata nel cimitero di Bollate (Mi)

Dopo aver rintracciato le sue spoglie furono allargate le ricerche ai suoi compagni di prigionia.

Quello che segue è l’elenco dei civili e militari deportati nel Campo di concentramento di Flossenbürg, morti nello stesso lager, sepolti nei cimiteri militari italiani di Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera.
Domenico Ambrosioni, 36 anni
Mario Ardu, 39 anni
Enrico Doro Avigdor, 18 anni
Terenzio Baldovin, 19 anni
Silvio Bartarelli, 47 anni
Giuseppe Bomba, data di nascita sconosciuta, morto il Flossenbürg il 16 marzo 1944
Pasqualino Carraro, 30 anni
Tommaso Caviglia, 19 anni
Angelo Cortesogno, 43 anni
Nereo Crepaldi, 21 anni
Rinaldo Cresseri, 34 anni
Fausto Cumin, 23 anni
Bruno De Angeli, 20 anni
Giovanni De Lorenzi, 27 anni
Antonio De Stefano, 21 anni
Mario Follini, 47 anni
Antonino Galatà, 39 anni
Carlo Grand, 32 anni
Adolfo Hind, 53 anni
Jarro Magrini o Jarro Forti Magrini Jarro, 36 anni
Ernesto Martinelli, 23 anni
Angelo Melchior, 21 anni
Virginio Micheluz, 40 anni
Movilla o Domenico Movilia, 20 anni
Giuseppe Nuti, 36 anni
Angelo Michele Pasquale, 36 anni
Arnaldo di Luigi Pastarini, 21 anni
Oreste Peirone, 30 anni
Domenico Peluso, 27 anni
Fortunato Pianon, 22 anni
Alessandro Pieri, 60 anni
Carlo Radaelli, 21 anni
Giuseppe Schuligai, 55 anni
Antonio Scocchetti, 21 anni
Pasquale Sperti, 21 anni
Eugenio Spinozzi, 39 anni
Carlo Vidovic, 34 anni
Bruno Violin, 26 anni
Luciano Giovanni Zamboni, 22 anni
Antonio Zanella, 20 anni
Livio Zanier, 19 anni
Pietro Zoccastello, 30 anni
Molti di loro, ancora oggi, sono dimenticati di Stato.
Affinchè queste morti non siano state inutili. Queste testimonianza non siano state vane.
Chi non sa ricordare il passato è condannato a ripeterlo.

Principali fonti e riscontri

I.T.S. Arolsen: “libro matricola” del Campo di concentramento di Flossenburg

Amministrazione dei Cimiteri di Monaco di Baviera

Ministero della Difesa; Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra

Valeria Morelli – «I deportati italiani nei campi di sterminio 1943-1945» – Scuole Pav. Grafiche Artigianelli – marzo 1965.

Associazione Nazionale Ex Deportati (Milano) – Presidenza Nazionale – «Archivio Tibaldi» – Elenco digitalizzato dei deportati italiani (tratto dall’archivio privato di Italo Tibaldi).

Deceduti all’Ospedale americano di Dachau (lista di Giovanni Melodia).

«Il Libro dei Deportati» – Ricerca del Dipartimento di Storia dell’Università di Torino – diretta da Brunello Mantelli e Nicola Tranfaglia – promossa da ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati – Volume I – I deportati politici 1943-1945 – Tomi 1-3 – a cura di Giovanna d’Amico, Giovanni Villari e Francesco Cassata – Ugo Mursia Editore (2009).

Archivium Secretum Vaticanum / Cav 52: «Inter Arma Caritas». L’Ufficio Informazioni Vaticano per i prigionieri di guerra, istituito da Pio XII (1939-1947) a cura di Francesca di Giovanni e Giuseppina Roselli. Presentazione di Sergio Pagano (2004). Volume 1 / Inventario, volume 2 / Documenti; schedario digitalizzato (schede di ricerca in formato digitale, dei militari e dei civili di cui si chiesero notizie tra il 1939 e il 1947). Elenco 610/A-B: elenchi compilati clandestinamente dagli internati nel Campo di Mauthausen, con 2000 nomi di prigionieri di cui 72 deceduti, consegnati dal reduce Giuseppe Calore di Milano il 2 agosto 1945.

Albo I.M.I. in Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione.

Un ringraziamento speciale a Roberto Zamboni http://www.dimenticatidistato.com che contattò la mia famiglia nel 2001 e che la aiutò nella ricostruzione degli accadimenti drammatici narrati.

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Pitti Uomo 91: la fiera dei colori e della stravaganza.

Alla Fortezza da Basso si è svolta la novantunesima edizione di Pitti Uomo, il grande salone della moda maschile con 1.220 brand, 540 dei quali stranieri. Ad accogliere un mare magnum di buyer, giornalisti, blogger ed influencer, ci ha pensato l’allestimento del designer Oliviero Baldini con danze di scope in un mare di mocio, guanti di gomma, globi da discoteca ed un tripudio di colori.

E’ familiarmente noto come “Pitti” tra gli addetti ai lavori perché prende il nome da uno dei più noti palazzi fiorentini, dove si teneva una volta, ed è la più grande fiera maschile a livello internazionale per presentare le collezioni e le novità di stagione ai buyer e alla stampa estera e italiana.

Pitti è una risorsa preziosa anche per i commerciali delle testate di moda che vivono soprattutto di raccolta pubblicitaria, di promuoversi alle aziende e agli uffici stampa.

Insomma per la parte trading, stampa e pubblicità, la kermesse è un gran lavoro di pr, serio e faticoso, finalizzato soprattutto a salvaguardare o aumentare il proprio giro di business.

Ufficialmente l’evento dovrebbe essere questo. Ma come ogni occasione anche solo velatamente legata alla moda, è diventato una di quelle superfici dove i fashion blogger prolificano e danno vita alla liturgia di foto reciproche e pose.

La città intera si riempie di strani tizi in cappotti di vicuña e colori sgargianti che si aggirano febbrilmente attorno alla Fortezza da Basso, alla disperata ricerca di attenzione mediatica. Optano molto spesso per una strategia estrema nel look e nell’intento pur di catturare l’attenzione di fotografi che potrebbero immortalarli e di blogger che potrebbero recensirli.

Lo chiamano street style ma di street non ha nulla, in genere sono outfit concepiti e assemblati mesi e mesi prima.

Insomma i pavoni o i personaggi in cerca d’autore, sono forse l’unica nota dolente di questa manifestazione, per il resto, si possono ancora ammirare tanti rapaci in grado di volare, di fiutare, di catturare l’affare e che a Pitti vanno solo a fatturare.

 

 

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The brunette brain by Francesca Caon[IT Blogger]

Che bella iniziativa, Grazia!

Navigando in internet ho scoperto “Blogger we want you”, la sezione dei It blogs di Grazia.it. Nella candidatura è previsto ed obbligatorio uno spazio in cui si richiede “una breve descrizione di te”, e questo blog ne è completamente sprovvisto.

Pur esprimento ogni cosa, ancora non avevo parlato di me, ancora non mi ero presentata al mondo.

Così nella mia candidatura a Grazia mi sono descritta cosi:

Sono diventata una blogger un pò per caso, primariamente perchè amo scrivere più che parlare.

Piano piano ne ho fatto un lavoro, con grande creatività e un pelo di pazzia.

Oggi per me comunicare è parte integrante della vita e del lavoro. Un comunicare a 360 gradi. Un progetto in divenire, un percorso che nasce dalla volontà di scrivere e disegnare quello che sono, il mio mondo, le idee, i pensieri.
Comunicare è raccontare una storia. La mia storia.
Una storia che parla di ricchezze, di passioni, di desideri.
Comunicare dà forma alla mia storia.

Sono esperta di cinema perchè organizzo eventi legati al cinema ed in particolare, Festival di cinema in tutta Italia. E di cinema amo scrivere. Ma anche di lifestyle e di fashion, senza farmi mancare mai una vena di pungente ironia.

Aiutatemi a trovare un titolo a questo blog. Io più volte ho pensato a “The brunette brain”. Vi piace?

http://www.grazia.it/stile-di-vita/cinema-e-tv/golden-globe-2017-vincitori

http://www.grazia.it/stile-di-vita/cinema-e-tv/film-disney-piu-belli-da-vedere

 

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Recensioni

La mia su Captain Fantastic di Matt Ross

Ho visto un film davvero splendido: Captain Fantastic di Matt Ross. Un’opera sincera e autentica, quanto i suoi colori, la sua vitalità, la profondità e la forza di ciò che vuole trasmettere. Parla d’amore nella maniera più pulita e onesta possibile. Senza alcun ombra di compiacimento. Tenerissimo e a tratti doloroso. A mio avviso, un film che molto probabilmente varrà una nomination agli oscar per Viggo Mortensen come miglior attore protagonista, seppur troppo lontano dallo stile dell’Academy per vincere la statuetta.Correte a vederlo prima che lo tolgano dalle sale.

Ben: When you have sex with a woman, be gentle and listen to her. Treat her with respect and dignity even if you don’t love her.

Bo: I know.

Ben: Always tell the truth. Always take the high road.

Bo: I know.

Ben: Live each day like it could be your last. Drink it in. Be adventurous, be bold, but savour it. It goes fast.

Bo: I know.

Ben: Don’t die.

Bo: I won’t.

(La cerimonia degli Oscar è il 26 febbraio 2017. Le candidature verranno annunciate il 24 gennaio)

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GREGORY PECK CENTENARY CELEBRATION: Proiezione di “Vacanze Romane” in Piazza di Spagna – 18 ottobre 2016 Roma

Melasecca Arte

Gregory Peck Centenary Celebration
Celebrazioni in onore del Centenario della nascita di Gregory Peck
18/19 ottobre 2016 | Roma
Nei giorni 18 e 19 ottobre 2016, nell’ambito della 11° Festa del Cinema di Roma(13/23 ottobre 2016) la città di Roma ospiterà una serie di eventi per celebrare il Centenario della nascita di Gregory Peck, proponendone una una visione più intima, elegante e significativa in un luogo che più di ogni altro lo aveva stregato.
Martedì 18 ottobre 2016 alle ore 20.30, davanti alla settecentesca scalinata di Trinità dei Monti in Piazza di Spagna a Roma, verrà proiettata per la prima volta pubblicamente la pellicola del 1953 “Vacanze romane” con Gregory Peck e Audrey Hepburn.
L’appuntamento del 18 ottobre è promosso dalla Famiglia Peck e da Carina Courtright_Crescentera Productions, con il patrocinio del Ministero Dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

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