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Chi ha paura di Gender Woolf? Una favola pericolosissima.

genderLuigi Brugnaro dopo l’annuncio a giugno di censurare 49 testi, i cosiddetti libri “gender”, ha bloccato un totale di 15 libri, dopo averli passati al vaglio, insieme alla sua commissione comunale. Ebbene spinta dalla curiosità sono andata a vedere di cosa parlano questi libri messi all’indice, di cui perfino il Papa ha incoraggiato la diffusione.
“Piccolo blu e piccolo giallo” è la storia di una grande amicizia tra due colori, il blu e il giallo che si abbracciano talmente forte da diventare verdi entrambi.
“Beniamino”, un pinguino rosa che si sente diverso dagli altri e parte per l’Africa ma alla fine capisce che il suo posto è a casa.
“Tante famiglie, tutte speciali” dove si raccontano i vari tipi di famiglie nel mondo: chi nasce naturalmente, chi è adottato, chi viene da un’altra cultura, chi ha tanti fratelli, chi è figlio unico, chi ha i genitori separati e chi vive con i nonni.
“Papà bis”, storia di un bambino che impara a convivere con il nuovo compagno della madre.
“Se io fossi te” un papà e la sua bambina immaginano cosa farebbero l’una nei panni dell’altro.
“Salverò la principessa”, la storia di un gioco immaginario tra due amiche che fingono di essere rispettivamente una principessa in pericolo e un cavaliere dal pennacchio rosa che la salva.
“Buongiorno postino” dove uno strano postino porta scatole con i cuccioli in giro per il mondo ma a volte si sbaglia e consegna il cucciolo “sbagliato” a genitori che comunque decidono di accettarlo e crescerlo.
“il pianeta stravagante” un gruppo di marziani studia gli abitanti della terra cercando di scoprire le differenze sociali fra maschi e femmine ma poi concludono che in realtà queste differenze non ci sono.
“Sono io il più bello” un lupo tronfio di sé, che si pavoneggia agli occhi di chi incontra, da Cappuccetto Rosso a Biancaneve, e che però paga caro il prezzo della vanità.
«Guizzino», la storia dell’unico pesciolino nero in mezzo ad un branco di pesci rossi.
«Io e te», un coniglio che vorrebbe assomigliare ad un porcellino e viceversa. Ma mentre si sforzano di assomigliarsi scoprono di piacersi proprio così come sono.
I due testi che introducono il tema delle famiglie omosessualil sono “Piccolo uovo” e “Jean a deux maman”. Il primo racconta la storia di un ovetto che non si decide a nascere perché è un po’ perplesso sul suo futuro, non avendo una famiglia. Così fa un giretto preventivo e scopre che c’è la famiglia madre-padre-figli, c’è quella col cucciolo adottivo, quella del papà single ippopotamo, quella con due mamme gatte e quelle con due papà pinguini. Tutte sono felicissime e l’ovetto comprende che la sua è un’ansia ingiustificata: non importa la famiglia, importa l’amore.
Il secondo, parla di omogenitorialità, essendo Jean allevato da due mamme che si amano come mamma e papà.
Favole quindi al centro della polemica, fiabe illustrate con le loro morali, destinate a bambini dai 9 mesi ai 5 anni, affidate alla lettura di una maestra e comunque di un adulto. Storie che affiancano regine, fate ed elfi alla realtà contemporanea in cui i bambini devono imparare a convivere. Una realtà fatta anche di genitori separati e famiglie allargate.
Questi sono solo alcuni dei libri incriminati, ma se l’andazzo è questo, in nessuno di questi testi si parla, di sesso, fecondazione eterodossa, uteri in affitti, induzione all’omosessualità. Insomma nulla che potrebbe turbare un bambino. Forse possono solo turbare adulti maliziosi talmente scavati dai propri pregiudizi e pruderie da vedere mostri ovunque, persino dove non ci sono.

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3 thoughts on “Chi ha paura di Gender Woolf? Una favola pericolosissima.

  1. Dopo Brugnaro sindaco di Venezia, anche Massimo Bitonci, censura in tutte le scuole di Padova le fiabe per bambini che erroneamente chiamano gender.
    Che peccato che una città come Padova, un tempo medaglia d’oro per la Resistenza, sia oggi la città della paura e dell’isolamento.

    Mi piace

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