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Gli anni dei biglietti falsi dell’Atac

Belli i tempi in cui per tredici anni circolavano a Roma una montagna di biglietti Atac falsificati e rivenduti sottobanco da una rete di edicolanti compiacenti. Un illecito commerciale di biglietti falsi per 500 mila euro, utilizzati come fondi neri per finanziare le forze politiche ed Enrico Nicoletti, boss della banda della Magliana. Allora capitava che la macchinetta rifiutasse il tuo biglietto regolarmente comprato, andavi dal controllore e lui bofonchiando ci metteva sopra una firma e passavi. Tutti fatti documentati eh. Certo alla stampante c’erano tutti meno che Marino, perchè era troppo impegnato a cenare, si vede…
Chi stava alla stampante, tale Massimo Muraglia, dipendente della Expotel (la società distributrice dei biglietti Atac nelle macchine di erogazione automatica) ha patteggiato all’epoca dei fatti, una pena a 1 anno e otto mesi di reclusione, quindi molto probabilmente oggi è a piede libero. Questa maxi frode ha procurato all’Atac una perdita di 80 milioni di euro all’anno. Oltre ai 120 milioni di deficit annuale stimati da parte dell’azienda dal 2004 (giunta Veltroni) al marzo 2013. (La giunta Marino arrivò a giugno), con un picco di 300 milioni nel 2010 (giunta Alemanno). Un deficit aumentato a causa dell’incremento dei dirigenti che nel 2010 triplicarono per volere di Alemanno.

Non dimentichiamocene.

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One thought on “Gli anni dei biglietti falsi dell’Atac

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