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La Barbie trans che spacca il Veneto

12015161_10153162437510687_7786790047977307305_oIn Veneto fanno a gara a chi tira fuori l’idea più discriminatoria e autoritaria. Chi mette al bando gli stranieri, chi mette al bando libri per bambini e chi invita a vietare la fantomatica ideologia del gender, che L’AIP (L’Associazione italiana di psicologia) ha dichiarato inesistente e frutto di una crociata omofoba. E se non è fobia quella che spinge le persone a immaginare complotti universali di presunte lobby gay che starebbero colonizzando il mondo, ditemi voi di che si tratta.

Ma il Veneto è terra di contrasti, di dualismi e contraddizioni. Baciabanchi ed eretici. Angeli e demoni. Il Veneto è l’inferno ed è il paradiso assieme.

Un paese che in brevissimo tempo rende virale un delirio collettivo, servendosi di una serie di analisi prive di fonte, con l’effetto di produrre terrorismo psicologico. Fatto di immigrati che sbarcano con tablet o smartphone di ultima generazione e di bambini che sarebbero indotti a masturbarsi in classe.

genderMa è facile scorgere a pochi chilometri di distanza, perfetti esempi di poli opposti, di contrasti, di regressione e di ribellione. E così mentre il sindaco del comune vicentino Albettone, Joe Formaggio, propone una tassa sugli omosessuali perchè, riflette : “Non potendo procreare non faranno figli e allora chi porterà avanti la nazione?”, pochi chilometri più in là, il sindaco di Arcugnano (VI), Paolo Pellizzari, commisisiona all’artista MTO, street artist di fama internazionale, un murales raffigurante una enorme barbie trans vestita da sposa, con tanto di rose rosse e barba nera.
La Conchita Wurst de noantri, intitolata barba bride, dipinta su una torretta dell’Enel, rimanda ai diritti civili, al matrimonio tra coppie dello stesso sesso. E così in un clima di bufera e bagarre costanti,
troneggia lo slogan dell’opera “Soon in Italy?”

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4 thoughts on “La Barbie trans che spacca il Veneto

    • Credo che la dura legge dell’opinione pubblica fuorvii anche le anime più pure. Specie in una regione che ancestralmente ha sempre avuto timore del “foresto” o del diverso in generale, si tende più facilmente a seguire un credo collettivo. Perciò in fondo poco importa Marzia, importanti sono le qualità che ha sua nuora. Un abbraccio

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      • Lo credo anche io, Francesca…
        Tra l’altro ho due amiche venete e ho potuto fare una precisa analisi.
        Il Veneto che amo è quello del Palladio e delle ville sul Brenta, di Vicenza e Padova, dell’arte insomma…
        Mi addolora il fenomeno della Lega che tanto proselitismo fa, cavalcando la demagogia e il malcontento.
        Elena è una brava ragazza di 35 anni ed è , per così dire, multitasking.
        Amo questa sua particolarità: cuce, fa doposcuola ect.
        Lei si senta più friulana, in verità, che veneta sebbene abiti e viva con mio figlio a Portogruaro.
        Un abbraccio

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